Biografia di Arrigo Pedrollo

Arrigo Pedrollo nato il 5 Dicembre 1878 a Montebello Vicentino, si rivela subito come enfant prodige, eseguendo a sei anni al pianoforte musiche pianistiche di Bach e Chopin.

La Vicenza musicale adorava Verdi e quella Giovane Scuola Italiana rappresentata in particolare da Giacomo Puccini, ma teneva anche un culto particolare per Riccardo Wagner.

Pedrollo entra nel clima Wagneriano nel 1889, studiando tutte le partiture per canto e pianoforte del “Sigfrido” eseguite a memoria privatamente e in pubblico con grande stupore del padre, suo maestro di pianoforte e degli intenditori vicentini tra i quali Elisa Orgian Piovene, che presenta Pedrollo ai maestri Antonio Coronaro e Francesco Giaretta.

Nel 1892 entra nel conservatorio di Milano dove consegue a pieni voti il diploma di magistero in pianoforte e nel 1900 in composizione con la “Sinfonia in quattro tempi” che verrà eseguita come saggio finale da Arturo Toscanini.

Seguono anni di esecuzioni concertistiche come pianista fino in Polonia e in Russia, ma coltiva pure la composizione di un poema teatrale Terra Promessa su poesia di Nicola Zangarini e l’opera Juana che risulterà vincitrice al concorso nazionale Sonzogno del 1907.

La Juana sarà rappresentata per 14 sere al teatro Eretenio di Vicenza con pieno successo, tanto che Sonzogno acquisterà l’opera e gli commissionerà L’Uomo che Ride, opera tratta dal romanzo di Victor Hugo: prima rappresentazione al teatro dell’opera di Roma (1920), ripresa con grande successo all’Eretenio vicentino. Ancora compone La veglia su libretto di Carlo Linati e le azioni coreografiche Giuditta e Aziadee, su soggetti orientali.

Nominato direttore dell’Istituto musicale vicentino “F.Canneti”, Arrigo Pedrollo porterà sulle scene Maria di Magdala su libretto di Arturo Rossato e Delitto e Castigo su libretto di Giovacchino Forzano dall’omonimo romanzo di Dostoevskij. Nel 1928 è nominato direttore stabile dell’orchestra sinfonica di Radio Milano e ricopre la cattedra di composizione al Conservatorio milanese, per passare poi al liceo musicale “C. Pollini” di Padova, ove resterà direttore fino al 1960.

Dedica la leggenda per pianoforte e orchestra Giulietta e Romeo ai Castelli di Montecchio Maggiore appena restaurati e compone il poema sinfonico Tempio Malatestiano ispirato alla celebre opera di Leon Battista Alberti.

Intensa l’attività di Pedrollo per le musiche di scena negli spettacoli classici del vicentino Teatro Olimpico: Ifigenia in Aulide di Euripide (1936), Edipo Re di Sofocle per orchestra e coro (1939).

Tra le ultime composizioni, sempre di classica perfezione, il “Concertino per oboe e orchestra d’archi” (1954) eseguito nel salone del Tiepolo di villa Cordellina-Lombardi a Montecchio Maggiore e il “Trio in la maggiore” per pianoforte, violino, violoncello.

Il 23 Dicembre del 1964 muore a Vicenza e, secondo la sua volontà, trova riposo nel cimitero di Montebello Vicentino, il suo amato paese di origine.

Remo Schiavo per il c.d. “Arrigo Pedrollo Opera and Camera arias” Velut Luna

Per approfondimenti si veda in particolare la voce Pedrollo Arrigo nel Dizionario biografico degli italiani Treccani con la relativa bibliografia.

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